Guida per chef
Come diventare chef a domicilio: la guida passo passo
Lo chef a domicilio cucina a casa dei clienti: una cena tra amici, un compleanno, un pranzo di lavoro, un weekend in una villa in affitto. Definisce il menu con il cliente, fa la spesa, cucina, impiatta, serve e lascia la cucina in ordine. Non c’è una brigata alle spalle: tutto il servizio dipende da te.
In questa guida trovi le domande che si pongono quasi tutti all’inizio: serve un diploma, che cosa prevede l’attestato HACCP, si può lavorare senza partita IVA, come costruire i primi menu e i prezzi e da dove arrivano i primi clienti. Per la parte d’impresa (apertura, assicurazione, contratto) prosegui con aprire un’attività di chef a domicilio.
Di UpChef · Pubblicato il
Che cosa fa uno chef a domicilio
- Eventi privati. Cene, feste di famiglia, piccoli eventi aziendali, di solito da 2 a 20 ospiti. È il cuore del mercato e il punto di partenza di quasi tutti.
- Corsi di cucina a domicilio. Un laboratorio nella cucina del cliente, con il pasto condiviso alla fine.
- Chef privato per una famiglia. Un rapporto di lavoro stabile, a volte con vitto e alloggio o in viaggio con la famiglia (ville, barche). Passa soprattutto da agenzie specializzate e referenze.
Una giornata tipo: spesa al mattino, preparazione, arrivo due o tre ore prima del servizio, cottura e impiattamento, poi lavaggio e riordino. La cucina vera e propria è spesso meno della metà delle ore lavorate.
Serve un diploma? Esperienza e competenze
Per cucinare a casa dei clienti non serve, di norma, un diploma alberghiero: aiuta, ma non è un requisito. I clienti vogliono sapere che la cena sarà ottima, servita in orario, e che l’allergia alla frutta a guscio di un ospite sarà gestita senza doverlo ricordare. Le competenze che contano:
- Portare in tavola un menu completo da solo e nei tempi, in una cucina che non conosci.
- Calcolare il food cost di ogni piatto prima di fare un preventivo.
- Gestire gli allergeni: chiederli per iscritto, etichettare, separare le preparazioni.
- Accoglienza: cucini davanti agli ospiti, racconti i piatti e resti calmo davanti a una richiesta dell’ultimo minuto.
Se non hai mai lavorato in una cucina professionale, comincia da lì: stagioni in un ristorante con volumi, extra con un catering, servizi come aiuto di uno chef a domicilio avviato. Poi parti in piccolo, con cene da 4 a 8 persone e menu che conosci a memoria.
Attestato HACCP per chef a domicilio
Il Regolamento (CE) 852/2004 chiede che chi manipola alimenti per i clienti sia formato in materia di igiene alimentare. In Italia questa formazione si traduce nell’attestato HACCP, regolato dalle Regioni: durata del corso, contenuti e frequenza dell’aggiornamento cambiano da una Regione all’altra. Scegli un ente riconosciuto dalla tua Regione e conserva l’attestato: clienti e piattaforme lo chiedono spesso.
Se prepari piatti nella tua cucina per consegnarli, la tua cucina diventa un’attività alimentare che di norma va notificata: chiedi al SUAP del tuo comune o all’ASL che cosa si applica al tuo caso.
Chef a domicilio senza partita IVA: quando si può
È la domanda più cercata, e la risposta dipende da quanto spesso lavori, non da quanto guadagni.
- Lavoro autonomo occasionale. Una prestazione davvero episodica (una cena ogni tanto, senza organizzazione stabile) può essere fatturata con una ricevuta per prestazione occasionale, senza partita IVA. Per l’Agenzia delle Entrate l’assenza di abitualità va verificata caso per caso: l’attività è abituale quando è svolta con regolarità, sistematicità e ripetitività (Risposta n. 218/2022).
- I 5.000 euro non sono un permesso. La soglia di 5.000 euro l’anno riguarda i contributi INPS: oltre quella cifra scatta l’iscrizione alla Gestione Separata, con contributi sulla parte eccedente (INPS). Non esiste un importo sotto il quale un’attività regolare diventa automaticamente occasionale.
- Quando serve la partita IVA. Se ti proponi stabilmente come chef a domicilio, per esempio con un profilo su una piattaforma, un sito e prenotazioni ricorrenti, è probabile che l’attività sia abituale: in quel caso serve la partita IVA. Molti chef iniziano con il regime forfetario (ricavi fino a 85.000 euro, imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni alle condizioni previste).
Ogni situazione è diversa (altri redditi, lavoro dipendente, numero di eventi). Prima di decidere tra prestazione occasionale e partita IVA, chiedi a un commercialista.
Quanto far pagare i primi eventi
L’errore tipico di chi inizia è far pagare la spesa più qualcosa, dimenticando il tempo: una cena per otto può richiedere 12-14 ore tra spesa e pulizia. Costruisci il prezzo con quattro voci:
- Ingredienti, al prezzo reale, con un margine per scarti e porzioni in più.
- Il tuo tempo, tutte le ore, a una tariffa che accetteresti per un turno in cucina.
- Spostamenti e attrezzatura: carburante o mezzi, parcheggio, ciò che porti o noleggi.
- Costi fissi: assicurazione, formazione, commissioni di piattaforme e pagamenti, tasse e contributi.
Quasi tutti gli chef a domicilio vendono a persona con un minimo di ospiti. La nostra guida a prezzi e guadagni, con i prezzi reali dei menu UpChef per paese, per ora è solo in inglese.
Trovare i primi clienti
- Passaparola. Cucina per persone che ricevono spesso e chiedi loro di consigliarti.
- Social. Brevi video di preparazione e impiattamento, con zona servita e modalità di prenotazione ben visibili.
- Partner locali. Host di case vacanza, enoteche, fioristi, wedding e event planner, location senza cucina: tutti si sentono chiedere «conosci uno chef?».
- Piattaforme. Portano clienti che vogliono già prenotare, gestiscono il pagamento e raccolgono recensioni, in cambio di commissioni da confrontare.
Diventare chef a domicilio su UpChef, passo passo
- Scarica l’app UpChef (iOS o Android) e registrati come chef.
- Fatti verificare: carica un documento d’identità e un diploma di cucina o una lettera di esperienza di una cucina in cui hai lavorato. Un amministratore UpChef li controlla e ti approva.
- Crea profilo e menu: foto, presentazione, prezzo a persona, numero di ospiti, zona e disponibilità.
- Compari nelle ricerche e ricevi richieste, anche prima di configurare i pagamenti.
- Configura i pagamenti prima della prima prenotazione pagata: la registrazione a Stripe Connect richiede circa 2-5 minuti.
- Cucina, completa il servizio e ricevi il pagamento: viene rilasciato 48 ore dopo la fine del servizio; fino ad allora il cliente può segnalare un problema.
L’iscrizione è gratuita e la commissione è dello 0% per tutti gli chef: tieni il 100% del prezzo che fissi. Il cliente paga in più una tariffa di servizio del 7% e l’imposta su quella tariffa. Dal pagamento che ricevi viene trattenuta una tariffa di elaborazione del 6%. Telefono ed email restano nascosti in chat finché la prenotazione non è pagata. UpChef non può garantire prenotazioni. Pagine per chef: Italia, Svizzera.
Domande frequenti
Si può fare lo chef a domicilio senza partita IVA?
+
Sì, ma solo per prestazioni davvero occasionali, con una ricevuta per lavoro autonomo occasionale. Per l’Agenzia delle Entrate l’attività diventa abituale quando è svolta con regolarità, sistematicità e ripetitività, e lo valuta caso per caso: se lavori con continuità, per esempio con prenotazioni ricorrenti tramite una piattaforma, serve la partita IVA. La soglia di 5.000 euro riguarda solo i contributi INPS. Chiedi a un commercialista prima di iniziare.
Che cosa succede se supero 5.000 euro con le prestazioni occasionali?
+
Oltre 5.000 euro l’anno di compensi da lavoro autonomo occasionale devi iscriverti alla Gestione Separata INPS e versare i contributi sulla parte eccedente. Superare la soglia non decide da solo se ti serve la partita IVA: conta se l’attività è abituale.
Serve l’attestato HACCP per fare lo chef a domicilio?
+
La formazione in igiene alimentare è richiesta dal Regolamento europeo 852/2004 a chi manipola alimenti per i clienti, e in Italia si dimostra con l’attestato HACCP. Durata e aggiornamento del corso dipendono dalla tua Regione.
Serve un diploma alberghiero per diventare chef a domicilio?
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Di norma no. Clienti e piattaforme cercano la prova che cucini da professionista: un diploma o esperienza in cucine professionali. UpChef verifica ogni chef con un documento d’identità e un diploma di cucina o una lettera di esperienza.
Quanto costa iscriversi a UpChef come chef?
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L’iscrizione è gratuita e UpChef trattiene lo 0% di commissione a tutti gli chef. Il cliente paga una tariffa di servizio del 7% in più rispetto al tuo prezzo. Dal pagamento che ricevi viene trattenuta una tariffa di elaborazione del 6%, e il pagamento viene rilasciato 48 ore dopo la fine del servizio.
Fonti
- Agenzia delle Entrate: Risposta n. 218/2022 (abitualità del lavoro autonomo)
- Agenzia delle Entrate: regime forfetario, che cos’è
- INPS: i contributi dei lavoratori autonomi occasionali
- EUR-Lex: Regolamento (CE) n. 852/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari
Pagine ufficiali consultate a novembre 2026. Le regole cambiano: verifica con l’ente indicato o con un commercialista prima di farci affidamento.
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